Meglio mal accompagnati... che soli

Quattro coppie su 10 stanno insieme per paura della solitudine, e non per vero amore. Tramonta la passione e la nuova tendenza è scendere a compromessi Cambia il tempo, cambiano le mode, le abitudini e con loro, inevitabilmente, anche i modelli di vita delle persone. Quelli dei giovani, 30enni in particolare. Il XXVI Congresso Internazionale della Società italiana di psicologia, che si è recentemente riunito a Roma, ha messo in luce una nuova tendenza che riguarda i giovani e l’amore. Per il 40% delle coppie, la scelta di stare insieme è basata su diversi fattori, e tra questi non c'è l'amore. I giovani hanno una paura tremenda della solitudine che li conduce, in un primo tempo, in circoli viziosi fatti di dipendenze di varia natura, come il fumo, l'alcol e anche il cibo. L’obiettivo? Colmare il proprio vuoto interiore, devastante e insopportabile. Tant'è che questi ragazzi cercano la propria compagna o il compagno non in base a quanto gli batte il cuore quando gli stanno vicino, ma più che altro in funzione del fatto di non stare soli, di avere una famiglia e un bambino. Indipendente dall’amore che si prova per la persona che si sceglie accanto a sé. Certo, spesso oltre alla solitudine i motivi sono anche di natura economica, per dividere le spese, per uscire dalla casa dei propri genitori e soprattutto, perché esiste la tendenza di programmare il futuro in maniera quasi maniacale, indipendente da quello che il cuore sente. Bisogna preoccuparsi? Secondo Antonio Lo Iacono, presidente della Sips (Società italiana di psicologia) e docente di psicologia clinica, le radici di questo fenomeno sono piuttosto complesse e il problema è di non facile soluzione. Il fatto che quattro coppie su dieci compiano scelte esclusivamente razionali e sentano questo forte senso di solitudine deriva da un’incapacità di fondo nel comunicare, e nello stringere rapporti veri con l’altro sesso in particolare, dove la comunicazione è sempre più difficoltosa. E di certo, affermano gli esperti, internet e gli sms non aiutano. Anzi, questi nuovi mezzi di comunicazione consentono un contatto “mediato” che, a lungo andare, rende i giovani incapaci di entrare davvero in contatto con le persone. Tramonto della passione dunque, dell’amore che non fa mangiare né dormire nell’attesa di un cenno o di uno sguardo dall’amata o dall’amato. D’altra parte l’ipotesi che si tratti semplicemente di una generazione più realista non convince gli esperti che trovano questi dati preoccupanti, che dimostrano quanta paura scatenino il vuoto e la solitudine, tanto che i ragazzi si trovano costretti ad accettare pesanti compromessi pur di non ritrovarsi in quella situazione angosciosa. (fonte news2000.libero.it)
23 Jul, 2007

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